Chi sei tu, che con un sospiro fai tremare la mia carne Riconosco la tua faccia ed il tuo odore ma non ricordo il tuo nome Come riesci a rendere leggero questo peso, questo macigno, che nel  petto congela ogni battito violento. Vedi non ti ho vista arrivare, non ti ho chiamata per nome ma ti ho riconosciuta dal tremore. Ho sentito la tua freschezza ed ho goduto del tuo piccolo bocciolo rosso, un piccolo fiore ancora senza spine ma inebriante di vita. Chi sei dimmi, come ti chiami, tu che in me smuovi versi passionali, caldi, travolgenti e volgari a volte come l’ingenua violenta passione delle carni. Brividi pungono il mio stomaco, respiri affannati sul mio petto e pause di dolore nel mio cuore. Ma ti ho riconosciuta dall’odore, dalla gioia di vivere e dal dolore dei tuoi silenzi.

Molti stanno li, fermi ad aspettare l’attimo Il tremore del giorno dopo li accompagna in ogni battito di ciglia, il vuoto dell’assenza di vita li logora Viaggiano nell’aria particelle d’energia, parole gettate o bestemmie urlate Viaggiano emozioni nei cuori e si perdono nell’arida freddezza intellettiva dell’uomo quando rincorre il passato fuggendo dal futuro Io ascolto, guardo, respiro, soffro e poi piango ed ancora rido ed urlo ma vivo di emozioni che spesso mi uccidono, che spesso mi salvano Girati, voltati o rimani immobile e trema ma Godi di quel brivido che nell’aria viene ad invadere il tuo cuore Non lottare, non scappare ma con un sorriso chiudi gli occhi e respira. Ecco tutto qui… Respira

Come posso io figlio del dolore non capire l’amore Come posso io che vivo nella sofferenza non riconoscerne il sapore Come posso io fatto di ossa e ferite sanguinanti non percepirne il frastuono. Mi chiedo perché questo pungermi il cuore mi tenga sveglio, perché questo mordermi le labbra mi scuote l’anima, perché il contorcersi dello stomaco mi ricorda di essere semplicemente un debole figlio della carne e del sangue, che continuamente vede scorrere da ferite mai rimarginate. Posso io non sentirlo svanire, posso io non vederlo allontanarsi, allora ditemi, voi saggi di vita, voi saccenti, voi che dipingete voli pindaraci su fogli vuoti di parole mai scritte, ditemi come posso io vedere sgorgare il mio dolore su fogli rossi di paura, strappati dai miei morsi. Come posso vedere volar via anni di sogni e pensieri che in ogni attimo di tremore hanno dato vita a quel che sono: ditemi posso […]

Ricordo bene quel giorno quando decisi di farlo, non ci volle molto, mi chinai ed infilai le mani nello stomaco fino a strapparne via le viscere Volevo capire, vedere dove si annidava ma non lo trovai In quel momento con le mani insanguinate mi aprii il petto per strapparne via il cuore e cercarlo li, in ogni pezzo, in ogni vena ma vidi solo il sangue dei miei ricordi schizzarmi in faccia e non lo trovai Allora presi una sedia e salii sul tavolo e con un gran respiro decisi di sbattere la testa sul pavimento per vederlo uscire ma..solo le folli e sperdute idee di un imperfetto futuro vidi uscire, ma di lui niente, nulla trovai. Poco respiro rimaneva ancora nei miei polmoni, poco sguardo nei miei occhi, poco sangue nelle mie carni  allora decisi, in quell’esatto momento presi la decisione di non cercarlo più capii che ero io […]

 ” A coloro che mi odono,  io dico: non disperate.L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero.L’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.E finché gli uomini muoiono , la libertà non può essere soppressa.Non arrendetevi difronte a uomini innaturali Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del Cuore.Voi non siete macchine, non siete bestie, siete Uomini!Voi, Persone, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita un’ avventura meravigliosa.Permetteteci di usare quel potere, uniamoci tutti.” Charlie Chaplin ( Il grande Dittatore )

Questa non è una poesia ma un gesto d’amore. Non scrivo frasi ma lacrime del cuore che cullano i tuoi pensieri. Questa non poesia è per ogni tuo pensiero, per cullare ogni tua debolezza. La mia penna viaggia tra fantasia e desiderio, oltrepassa ostacoli e si lancia in alto tra pindarici disegni lasciando una scia di puro amore. lasciati cullare tra braccia impaurite. Lasciati accarezzare da tremori gelati di folle pazzia. Questa mia , non poesia è per te.

Era un giorno qualsiasi, uno dei tanti, banale, noioso particolarmente assurdo. Mi voltai un attimo per reclamare un po di gioia per i miei sensi e fu’ li che vidi te. Bella, semplice come la rugiada in una mattina di Aprile, sorprendente come lo sbocciare dei colori. Ti amai in quell’istante, non persi tempo con la ragione ma chinai la volontà al battito del mio cuore. Lunghe attese, infiniti litigi e crudeli paure rubarono la mia spensieratezza ma tu eri li e ti affidai il mio nome. Presi i tuoi occhi per farli miei, presi il tuo respiro per correre e le tue mani per sorreggermi. Nulla fu’ più uguale, all’unisono le nostre anime viaggiavano libere ed incoscienti verso un eterno sorriso. Ti respiro Ti guardo Mi cibo della tua assenza Mi ferisco con la tua presenza. Semplicemente Ti Amo

Metti in tasca piccoli ricordi Stringi tra le tue mani briciole di sorriso Porta con te la nostra immagine più bella ti darà sollievo. Nei minuti di sconforto,nel peso dei pensieri,nel nevrotico vortice della vita pensa al calore di un abbraccio,allo stupore di un sorriso e alla follia di un amore Ti darò compagnia in ogni tuo momento

  Un amaro sapore salino poggia sulle mie labbra Pensieri si infrangono lungo infinite parole inghiottite nel silenzio frastuono di ombre confuse Nessuna verità trova spazio tra le miei assurde bugie Colori sbiaditi di giorni in bianco e nero cullano l’assopire di ogni fantasia.  

Il tuo pensiero vaga tra spenti frammenti di luce, perso ed indifeso si contorce in atroce dolore che rosse gocce di memoria abbandona dietro di se. Vedi il buio che svuota la tua anima, credi di sapere ma infondo è un illusione, un intensa Morgana di fuoco che offusca la tua vista. Nel centro arido del tuo deserto una pagana preghiera ti conduce in lunghe scie di pensieri che, una ad una portano il tuo ventre a piegarsi e la tua testa a nascondersi tra fredde cosce, tese e tremolanti. Voltati, ascolta il vento Corri segui il canto Non chiedere a nessuno la tua immagine Non farti confondere da lunghe scale appese a spente stelle. Hai il tuo sorriso ed i tuoi occhi, si i tuoi occhi cosi’ limpidi nelle tue fantasie che danno luce ad ogni tuo pensiero. Ascolta il canto e non chiederti nulla Vivi il brivido e […]