Amico mio ti abbraccio e stringo a me questo  momento Ci si evolve ricordi? L’universo detta un sincronismo a noi sconosciuto, un etereo equilibrio che confonde certezze ed utopie Ci si evolve, semplice Nulla rimane fermo e rifiutarsi di mutare è scegliere di morire Siamo particelle celesti perse nell’aria, evaporate da vite semplici e brevi, fatte di sorrisi e lacrime, speranze e certezze Amico mio è  ora giunto il momento di andare, ingoiare l’Acido del cambiamento, battere le vene gonfie di vita, stringere il ricordo emostatico che strozza il passato Evolversi sempre, contro ogni moralità, contro ogni iperbenismo Non possiamo più rimanere chi siamo Non posso più essere luce o consapevolezza Evolvero’

” La Cattiva Strada” è un sogno, una fantasia piena di sfumature in cui cerco di trovare spazio e colore. Il Grigio e la Notte fanno da contorno alla storia che vi racconto, una storia piena di ferite e di desiderio, un racconto in cui la vita respira tra gocce di scuro e denso dolore e non lascia spazio ad equivoci. La fantasia dei personaggi mi aiuta a dare peso alle poesie che sono le vere protagoniste dell’Anteprima di un pensiero ma prendono vita dalle debolezze delle figure che si celano nel racconto. Ho cercato di dare voce alla passione e vita al desiderio creando una via di fuga dalle ansie dell’essere navigando nella falsa realtà dei sogni. “…la cattiva strada “

Un piccolo umano muore solo per finta voleva essere completamente solo il piccolo cuore è rimasto fermo per ore così si è deciso che era morto viene sepolto [1] nella sabbia bagnata con un carillon in mano La prima neve copre la tomba ha svegliato gentilmente il bambino in una fredda notte d’inverno il piccolo cuore si è svegliato Quando la brina è volata nel bambino ha soffiato nel carillon una melodia nel vento e dalla terra canta il bambino Hop hop cavaliere [2] e nessun angelo scende il mio cuore non batte più solo la pioggia piange sulla tomba hop hop cavaliere una melodia nel vento il mio cuore non batte più e il bambino canta dalla terra La fredda luna in pieno splendore sente le grida nella notte e nessun angelo scende solo la pioggia piange sulla tomba Tra dure tavole di quercia giocherà con il carillon una […]

  Trovarsi ad ascoltare il battito del Cuore fatto scivolare via dallo sbattere delle onde e dal frastuono del vento nei pensieri Il colore oramai dimenticato Il suono confuso Lo scricchiolio del Cuore insorge tra il silenzio dei ricordi Solo a fare la somma dei miei giorni, unendo tutti i puntini del percorso che mi ha portato a questo scuro umore Solo a trovare la via, la soluzione che assai lontana mi guarda rendendo confuso e lontano il mio domani Solo rinasco Solo rimpiango …ma forse nell’angolo più remoto del mio battito, un piccolo sorriso si apre alla vita

  …l’inizio è solo un punto confuso nell’Universo La contorta piega dei Ricordi ne è la fine.

  Sorvolo i miei pensieri tra innumerevoli colpi tremolanti Sento arrivare l’agonia di folli paure e distorte sensazioni Lucidi pensieri governano dove forza e gambe muoiono lasciando a gelidi brividi l’Eterna distanza che separa un’allucinazione dalla cruda realtà

  Il nero mantello gli copre il viso Rosso sangue i suoi occhi Si tiene in volo da sfumature grigie Prende il mio tempo e lo divora, si sazia con l’assenza Capisco che si prende gioco di me Meglio andare…

Ho scavato una piccola ma profonda buca Iniziai piano piano, scavavo e scavavo Ho consumato le unghia per andare affondo cercando di osservare ogni granello di sabbia che toglievo, sul quale versavo una piccola lacrima Continuai, intorno a me occhi curiosi e stretti sorrisi commentavano mentre montagne di lacrime divennero cristalli riflettendo la tua assenza Improvvisamente mi fermai e buttai nella buca una goccia di rosso sangue dove poi piansi tramonti di liberi ricordi Non ebbi bisogno di nulla, mi bastava saperti li, seduta nell’esatto punto dove per giorni scavai Mi bastava sapere che i tuoi piedi accarezzeranno cristalli del mio pianto e gocce della mia passione Mi voltai dopo averti stretta Piansi dopo quel freddo Ora scavo con forza nel mio petto per nascondervi una lacrima lasciando spazio per quelle che verserò

Ascolto i miei silenzi così cupi distorti, umani, ascoltali da li anche tu. Silenzi ricoprono sulle labbra e parole non bastano per scrivere. Seguirò questa via che possa portarmi scompiglio o dolore non fermarmi lasciami andare non toccarmi, ma cammina li accanto a me guardami, ti raggiungerò quando il calore sul volto cadrà e sola riuscirò a batter quella lacrima che ora mi distrugge… Ascolterò il tuo respiro nelle notti insonni accoglierò quell’attimo in cui miei saranno i tuoi pensieri sarò li in te, in ogni singolo brivido e tu mi sentirai in ogni assenza che vivrà nei tuoi respiri Non rivolgiamo lo sguardo al passato, basta vivere di ricordi, viviamo il nostro tempo che lampi in terra scriveranno. Ora li in quel letto voltato verso la finestra ascolta il mio silenzio se puoi, io ascolto il tuo…

CHRISTIANE F. NOI RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO Un film crudo dedicato agli amici di Christiane morti per overdose mentre il mondo taceva sulla piaga della droga e sul tipo di vita che veniva offerta a quei ragazzi in una città come Berlino. Sono passati decenni, sono cambiati i luoghi e le abitudini e soprattutto sono cambiate le Droghe, ma la desolazione Sociale ed Umana che ti porta verso quel limbo è rimasta sempre la stessa. Come dicevo sono cambiati i tempi ed oggi suona spesso anacronistico parlare di fuga dalla realtà o da se stessi, nella società moderna si ricorre alla sofisticazione dell’essere ( Drogarsi ) quasi per gioco o per sfida contro una certa classe sociale che ti omologa ma capita a volte, in certi vicoli dove il tempo non sembra mai essere passato, che qualche anima persa cerca nascondiglio o ritrovo in una piccola e desolata nuvola […]