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CHRISTIANE F. NOI RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO Un film crudo dedicato agli amici di Christiane morti per overdose mentre il mondo taceva sulla piaga della droga e sul tipo di vita che veniva offerta a quei ragazzi in una città come Berlino. Sono passati decenni, sono cambiati i luoghi e le abitudini e soprattutto sono cambiate le Droghe, ma la desolazione Sociale ed Umana che ti porta verso quel limbo è rimasta sempre la stessa. Come dicevo sono cambiati i tempi ed oggi suona spesso anacronistico parlare di fuga dalla realtà o da se stessi, nella società moderna si ricorre alla sofisticazione dell’essere ( Drogarsi ) quasi per gioco o per sfida contro una certa classe sociale che ti omologa ma capita a volte, in certi vicoli dove il tempo non sembra mai essere passato, che qualche anima persa cerca nascondiglio o ritrovo in una piccola e desolata nuvola […]

Chi sei tu, che con un sospiro fai tremare la mia carne Riconosco la tua faccia ed il tuo odore ma non ricordo il tuo nome Come riesci a rendere leggero questo peso, questo macigno, che nel  petto congela ogni battito violento. Vedi non ti ho vista arrivare, non ti ho chiamata per nome ma ti ho riconosciuta dal tremore. Ho sentito la tua freschezza ed ho goduto del tuo piccolo bocciolo rosso, un piccolo fiore ancora senza spine ma inebriante di vita. Chi sei dimmi, come ti chiami, tu che in me smuovi versi passionali, caldi, travolgenti e volgari a volte come l’ingenua violenta passione delle carni. Brividi pungono il mio stomaco, respiri affannati sul mio petto e pause di dolore nel mio cuore. Ma ti ho riconosciuta dall’odore, dalla gioia di vivere e dal dolore dei tuoi silenzi.

Molti stanno li, fermi ad aspettare l’attimo Il tremore del giorno dopo li accompagna in ogni battito di ciglia, il vuoto dell’assenza di vita li logora Viaggiano nell’aria particelle d’energia, parole gettate o bestemmie urlate Viaggiano emozioni nei cuori e si perdono nell’arida freddezza intellettiva dell’uomo quando rincorre il passato fuggendo dal futuro Io ascolto, guardo, respiro, soffro e poi piango ed ancora rido ed urlo ma vivo di emozioni che spesso mi uccidono, che spesso mi salvano Girati, voltati o rimani immobile e trema ma Godi di quel brivido che nell’aria viene ad invadere il tuo cuore Non lottare, non scappare ma con un sorriso chiudi gli occhi e respira. Ecco tutto qui… Respira

Come posso io figlio del dolore non capire l’amore Come posso io che vivo nella sofferenza non riconoscerne il sapore Come posso io fatto di ossa e ferite sanguinanti non percepirne il frastuono. Mi chiedo perché questo pungermi il cuore mi tenga sveglio, perché questo mordermi le labbra mi scuote l’anima, perché il contorcersi dello stomaco mi ricorda di essere semplicemente un debole figlio della carne e del sangue, che continuamente vede scorrere da ferite mai rimarginate. Posso io non sentirlo svanire, posso io non vederlo allontanarsi, allora ditemi, voi saggi di vita, voi saccenti, voi che dipingete voli pindaraci su fogli vuoti di parole mai scritte, ditemi come posso io vedere sgorgare il mio dolore su fogli rossi di paura, strappati dai miei morsi. Come posso vedere volar via anni di sogni e pensieri che in ogni attimo di tremore hanno dato vita a quel che sono: ditemi posso […]

Ricordo bene quel giorno quando decisi di farlo, non ci volle molto, mi chinai ed infilai le mani nello stomaco fino a strapparne via le viscere Volevo capire, vedere dove si annidava ma non lo trovai In quel momento con le mani insanguinate mi aprii il petto per strapparne via il cuore e cercarlo li, in ogni pezzo, in ogni vena ma vidi solo il sangue dei miei ricordi schizzarmi in faccia e non lo trovai Allora presi una sedia e salii sul tavolo e con un gran respiro decisi di sbattere la testa sul pavimento per vederlo uscire ma..solo le folli e sperdute idee di un imperfetto futuro vidi uscire, ma di lui niente, nulla trovai. Poco respiro rimaneva ancora nei miei polmoni, poco sguardo nei miei occhi, poco sangue nelle mie carni  allora decisi, in quell’esatto momento presi la decisione di non cercarlo più capii che ero io […]

 ” A coloro che mi odono,  io dico: non disperate.L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero.L’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.E finché gli uomini muoiono , la libertà non può essere soppressa.Non arrendetevi difronte a uomini innaturali Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del Cuore.Voi non siete macchine, non siete bestie, siete Uomini!Voi, Persone, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita un’ avventura meravigliosa.Permetteteci di usare quel potere, uniamoci tutti.” Charlie Chaplin ( Il grande Dittatore )